«La musica deve creare incontri»: intervista a Ruggero Laganà, direttore artistico di Associazione per MITO ETS
Il Maestro Ruggero Laganà è il nuovo direttore artistico di Associazione per MITO ETS. Musicista, docente, socio e membro del Direttivo dell’Associazione, ci racconta la sua idea di musica come strumento di relazione, crescita e partecipazione.
Recentemente hai assunto la direzione artistica dell’Associazione. Con quale spirito hai accettato questo incarico?
L’ho vissuto innanzitutto come una naturale prosecuzione di un rapporto che esisteva già da tempo. Conoscevo bene l’Associazione, ne condividevo i valori e avevo grande stima per il lavoro svolto da Anna Gastel e da tutte le persone che hanno contribuito a costruirla. Dopo un periodo inevitabile di assestamento, l’obiettivo è riprendere il percorso e dare continuità a quanto di bello è stato fatto.
Quali sono le priorità su cui vorresti lavorare?
Ruggero Laganà: ClassicAperta – Esercizi di Stile.
Ci sono progetti che funzionano molto bene e che meritano di essere valorizzati. Penso, ad esempio, a Orchestra in Opera: un’iniziativa originale, con un forte valore artistico ma anche sociale, che ha saputo avvicinare molte persone a una realtà che spesso rimane poco conosciuta.
Accanto a questo, mi piacerebbe immaginare eventi che non siano soltanto concerti, ma occasioni di incontro e di condivisione: momenti in cui il pubblico possa sentirsi coinvolto, partecipare, fare domande, scoprire la musica in modo più diretto.
Dalla galleria fotografica di “Esercizi di Stile”: divertissement musicale di Ruggero Laganà su testi di Raymond Queneau per orchestra, cantanti e voce recitante. Voce recitante: Lucia Vasini. 28 settembre 2019.
Come si può avvicinare un pubblico nuovo alla musica classica?
Credo che sia importante raccontarla. Dietro ogni compositore ci sono storie, passioni, rivalità, aneddoti e vicende umane che la rendono molto più vicina di quanto si immagini. Quando si conosce il contesto in cui nasce un brano, anche l’ascolto cambia completamente.
Vorrei che i nostri appuntamenti diventassero esperienze in cui musica e narrazione si intrecciano, aiutando il pubblico a entrare con maggiore naturalezza in questo repertorio.
I giovani avranno un ruolo importante?
Assolutamente sì. È fondamentale coinvolgere le nuove generazioni, sia come musicisti sia come spettatori. Penso agli studenti dei conservatori, ma anche ai ragazzi che magari non hanno ancora avuto l’occasione di avvicinarsi alla musica classica.
Occorre trovare linguaggi e formule capaci di incuriosire, senza rinunciare alla qualità artistica. Il ricambio generazionale è una delle sfide più importanti che abbiamo davanti.
L’Associazione porta avanti da anni anche attività nelle scuole. Quanto sono importanti?
Moltissimo. Portare la musica nelle scuole significa offrire un’opportunità che oggi, purtroppo, molti ragazzi non hanno più. In diversi casi questi progetti hanno contribuito a far emergere talenti e, soprattutto, hanno creato occasioni di incontro e di crescita all’interno delle classi.
La musica è uno straordinario strumento educativo e sociale: unisce persone diverse e crea relazioni.
Dalla galleria fotografica del concerto ClassicAperta: “Salut d’amour” Riccardo Laganà (violoncello), e Ruggero Laganà (pianoforte). 26 novembre 2025.
Qual è la tua idea di Associazione per MITO ETS nei prossimi anni?
Vorrei un’associazione sempre più aperta, capace di dialogare con pubblici diversi e di costruire ponti tra la musica e la società. Senza perdere la qualità artistica, ma cercando nuove modalità per coinvolgere le persone, raccontare la musica e renderla parte della vita quotidiana.
La cultura cresce quando riesce a creare incontri. Ed è proprio questa la direzione in cui mi piacerebbe continuare a lavorare.
Grazie: è sempre un piacere sentirti!
A presto!
