Il cortile può tornare a essere un luogo di incontro
Intervista a Pietro Raitano, responsabile Comunicazione ed Eventi di MM Spa
Tre concerti di musica classica nei cortili delle Case ERP di Milano: con Cortili Sonori, inserito nella rassegna ClassicAperta, prosegue la collaborazione ormai consolidata tra Associazione per MITO ETS e MM Spa, che negli anni ha portato musica e cultura nei luoghi dell’abitare.
Buongiorno Pietro, con Cortili Sonori la musica classica è entrata direttamente nei cortili delle Case ERP del Comune di Milano gestite da MM. Che valore ha, per MM, portare iniziative culturali proprio negli spazi quotidiani dell’abitare?
Credo che abbia innanzitutto un valore in sé.
I cortili delle case popolari non sono semplici cortili di palazzi: sono luoghi in cui si mescolano un impegno istituzionale, un impegno sociale rivolto all’inclusione e, naturalmente, le storie delle persone che vi abitano.
Sono luoghi della città e come tali dovrebbero essere considerati. Lo sforzo importante non è soltanto evitare che gli edifici ERP diventino mondi a sé stanti, isolati dal resto del contesto cittadino, ma fare in modo che possano ricoprire un ruolo di aggregazione per tutta la cittadinanza, e non soltanto per chi vi abita. Diventare, cioè, uno spazio pubblico nel senso più alto del termine.
Cortili Sonori III: 18 giugno 2026, cortile di via Fiamma 5. Ph: Aldo Banfi.
Un luogo di incontro invece che un luogo di passaggio?
Esattamente, ma un luogo di incontro della città, non soltanto degli inquilini che abitano lì. Questo fa la differenza.
Da una parte si offre certamente un servizio a chi vive in questi contesti, che talvolta presentano grandi difficoltà e hanno bisogno di una cura particolare, non soltanto dell’edificio ma anche della sua funzionalità. Dall’altra si compie un passaggio in più: questi spazi possono diventare luoghi di socialità per tutta la cittadinanza.
Molti edifici ERP si trovano in territori periferici, anche se non soltanto lì. La sfida è fare in modo che luoghi potenzialmente percepiti come isolati e chiusi diventino non solo aperti, ma capaci di migliorare il contesto del quartiere in cui si trovano.
Cortili Sonori II: giovedì 11 giugno 2026, complesso delle Case ERP gestite da MM – Via Saint Bon 6. Ph: Roberto Oldani
Quale ruolo può avere MM in questo processo?
MM è, in un certo senso, l’amministratore di condominio di questi contesti. Per questo ha senso non occuparsi soltanto del “contenitore” – dell’edificio, degli ascensori, delle luci, delle facciate – ma anche delle persone che vi abitano e, più in generale, della città che li ospita.
MM gestisce una quantità significativa di alloggi di ERP di proprietà del Comune di Milano. Credo sia molto importante che un’azienda pubblica, quindi di proprietà dei cittadini, cerchi di ricoprire anche questo ruolo.
Ed è altrettanto importante che non lo faccia da sola, ma insieme a realtà che hanno già una storia e delle competenze specifiche, come Associazione per MITO ETS.
Quest’anno ai concerti hanno partecipato anche giovani musicisti del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. È significativo mettere in contatto realtà e generazioni così diverse?
Sì, è significativo. Probabilmente alcuni di questi ragazzi non erano mai entrati prima nel cortile di una casa ERP.
Le case popolari sono contesti molto particolari anche dal punto di vista demografico: convivono persone anziane sole, famiglie e storie personali molto diverse. La grande sfida è proprio quella della coabitazione.
E trovo importante che in questi luoghi vengano proposti eventi di livello molto alto. In questo caso si trattava di studenti e di musicisti giovani, ma eccezionali, impegnati anche in pagine piuttosto complesse della musica classica. È stata una bella sfida, accolta molto bene e con grande successo.
ClassicAperta 2026: secondo appuntamento del ciclo di concerti gratuiti “Cortili Sonori” – PH: Roberto Oldani.
Questo dimostra, ancora una volta, che esistono linguaggi e registri che possono funzionare dappertutto: bisogna semplicemente portarli nei luoghi e metterli in azione.
Opera nei cortili, uno dei progetti nati nell’ambito di ClassicAperta, ha portato quattro opere liriche nei cortili milanesi. Nella foto, I due timidi di Nino Rota, rappresentata il 21 settembre 2019 in un complesso gestito da MM, con la regia di Luca Valentino e il Conservatorio Vivaldi di Alessandria. Ph: Elena Galimberti.
La risposta degli abitanti ti è sembrata positiva?
Sì, nel caso di Cortili Sonori direi che non ci sono molti dubbi. Ma credo sia importante anche capire come valutare il successo di iniziative di questo tipo.
È sempre difficile portare le persone fuori di casa, anche perché la popolazione delle case ERP sta invecchiando e ci sono molti altri fattori da considerare.
Ma queste non sono iniziative la cui riuscita si misura con il numero di persone sedute ad ascoltare. Il successo sta nel fatto che un luogo da disabitato, e quindi potenzialmente problematico, diventa invece un luogo vissuto, bello, vissuto dalla bellezza. Che le persone abbiano ascoltato da casa, fuori, dentro, sedute o in piedi, che fossero trenta o cinquanta, è certamente un dato, ma non è la misura vera del successo.
Questi progetti possono contribuire anche a cambiare il modo in cui vengono percepite le Case ERP?
Credo di sì. Il principio fondamentale è che questi sono luoghi della città, oltre che dei cittadini che vi abitano. Sono già vivi grazie agli inquilini, ma diventano ancora più vivi se vi si organizzano iniziative capaci di coinvolgere tutti.
Questo ribalta completamente la prospettiva: anziché andare verso la ghettizzazione e la chiusura, si va nella direzione opposta. Basta entrare in questi cortili per capire che stiamo semplicemente parlando di pezzi della città, esattamente come tutti gli altri.
Un’immagine dell’opera L’Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti, in scena il 21 giugno 2021 nel cortile di Via Saint Bon. Ph: Roberto Oldani.
A volte serve soltanto un buon motivo per entrarci. Un bel concerto può essere proprio quel motivo: permette di scoprire che quello spazio è città esattamente come il cortile di casa propria e, nello stesso tempo, offre gratuitamente un’esperienza culturale di qualità.
È un lavoro che MM svolge insieme a molte realtà del territorio.
Sì, e credo sia importante sottolinearlo. Utilizzare i cortili e gli spazi delle case popolari per creare occasioni di incontro è una tradizione che viene da prima di MM. Esistono moltissime associazioni e organizzazioni che continuano a lavorare in questi contesti, con o senza il contributo diretto della nostra società, a partire dagli stessi comitati degli inquilini.
È una bella tradizione milanese. Una storia fatta da tanti soggetti che da decenni operano in questi luoghi con un obiettivo comune: fare in modo che contesti potenzialmente problematici possano diventare, al contrario, luoghi di crescita, attrazione, inclusione e collaborazione.
Naturalmente è un equilibrio delicato: chi abita lì deve sentirsi rispettato e non deve percepire le iniziative come un’invasione del proprio spazio. Ma questa è proprio la scommessa: aprire questi luoghi alla città rispettando innanzitutto chi li vive ogni giorno.
A presto e grazie!
I tre appuntamenti di Cortili Sonori
Guarda anche le gallerie fotografiche e video:
Giovedì 21 maggio 2026 – Complesso delle Case ERP gestite da MM – Via Cesana 3: foto | video.
Giovedì 11 giugno 2026 – Complesso delle Case ERP gestite da MM – Via Saint Bon 6: foto | video.
Giovedì 18 giugno 2026 – Complesso delle Case ERP gestite da MM – Via Galvano Fiamma 5: foto | video.
