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Dopo il Recital del 21 ottobre al Carcere di San Vittore delle giovani e talentuose pianiste Marta Meszaros e Maria Adele Zampa presso il carcere di San Vittore abbiamo intervistato le due artiste

4 mani, 2 donne: 1 sinfonia

La nostra Associazione che diffonde il bello della musica in tutte le situazioni di disagio, e in collaborazione con la Direzione del Carcere, ha organizzato il recital delle pluripremiate artiste Marta Meszaros e Maria Adele Zampa presso il Carcere di San Vittore.

Il concerto era riservato ai detenuti e in questa occasione non è stato possibile avere ospiti esterni, ma abbiamo voluto offrire anche a voi un piccolo riassunto video e un’intervista alle due bravissime musiciste.

Maria Adele Zampa e Marta Meszaros -  Recital Pianistico: 2 Donn
Le due artiste all’ingresso del Carcere di San Vittore

Siamo felici di avervi avuto di nuovo con noi dopo l’evento dello scorso anno “Donne nel mondo della musica, passato e presente”. Come vi vedete anche rispetto quell’evento?

Maria Adele: mi vedo cresciuta. Ho suonato per MiTo da bambina a Villa Pallavicino, poi l’anno scorso al Barrio’s e adesso nel carcere di San Vittore. Questi concerti hanno fatto parte del mio percorso musicale, ma anche del mio percorso come persona, della mia crescita interiore. Ho lentamente preso coscienza dell’importanza della musica come linguaggio che permette di trasmettere emozioni, di consolare, di dare ispirazione, anche di provocare; ho capito che con la musica si può fare tanto per gli altri, e non solo nelle sale da concerto.

Maria Adele Zampa
Maria Adele Zampa
Marta Meszaros
Marta Meszaros

Marta: è un piacere poter suonare di nuovo per voi! A differenza dell’anno scorso in questo concerto ho suonato da solista, il che già in partenza implica un tipo di preparazione e una presenza sul palco molto differenti da quelle che ci sono nella musica da camera. Ma a prescindere dalla formazione, il percorso da musicista è costituito da una continua crescita artistica e personale. L’anno appena trascorso è anche stato il mio primo anno da studentessa all’Università delle arti di Zurigo. In questo tempo sono sicuramente cambiata come persona ed ho affinato la mia coscienza e tecnica pianistica. In un certo senso avete sentito un’altra musicista rispetto a quella che ha suonato un anno fa!

Maria, anche in questa occasione suoni con Marta: vi capita spesso di suonare insieme? Quanto è diverso dal suonare con le tue sorelle?

Maria Adele: io e Marta abbiamo suonato insieme in diversi concerti e abbiamo la stessa sensibilità verso i temi sociali, e verso la valorizzazione delle donne nel mondo della musica, ma questa è la prima volta che suoniamo insieme a 4 mani. Marta è una pianista straordinaria quindi è bellissimo lavorare con lei. Avevo sempre suonato a 4 mani con le mie sorelle con cui c’è un legame affettivo molto forte e mi basta uno sguardo per capire che cosa pensano. Con Marta è stato tutto nuovo, ma ho trovato molto interessante suonare con lei, perché ho scoperto da vicino la sua sensibilità musicale e credo che sia stato un modo di arricchirsi a vicenda. Sono contenta perchè siamo riuscite ad ascoltarci bene ed entrare in sintonia, e questo ci ha permesso di rendere quello che suonavamo più sentito e musicale.

E per te, Marta?

Marta: questa è la seconda volta che prepariamo un programma insieme, e la prima è stata anche con voi! Non siamo in una formazione fissa e non suoniamo spesso insieme, ma ci siamo sicuramente divertite e se si presenteranno altre occasioni sarà un piacere ritrovarsi.

Maria Adele Zampa

Veniamo al concerto di qualche giorno fa: ci potete raccontare il vistro punto di vista su com’è stato suonare in un carcere?

Maria Adele: ho sempre sperato di poter portare la mia musica in carcere. Forse anche perché soffro un po’ di claustrofobia, penso che il carcere sia uno dei posti più tristi che riesco ad immaginare. Per questo, suonare a San Vittore è stato un progetto a cui tenevo molto. Suonare nel carcere è stata un’esperienza completamente diversa da quella a cui sono abituata. Mi è sembrato quasi come se ogni nota che suonavo avesse un peso diverso, fosse più sentita dal pubblico. Sono stata proprio travolta dall’emozione che sentivo nel pubblico e mi sembra che questa emozione mi abbia anche aiutato a suonare in modo ancora più sentito e appassionato.

Marta: è stato sicuramente un concerto di grande impatto. Infatti non ero mai stata in un carcere e non sapevo bene che ambiente aspettarmi. Di solito cerco di prepararmi anche visualmente al concerto, ma questa volta andavo incontro a una sorpresa. All’inizio osservavo molto tutto il contesto per capire nel minor tempo possibile quale fosse il pubblico con il quale avrei comunicato, ma il momento più bello è stato il concerto stesso: quello che ho percepito è stata una sincera accoglienza e un vivo interesse per la musica che abbiamo suonato, che nonostante il luogo non abituale e non strutturato per ospitare concerti, mi hanno fatta sentire ascoltata e a mio agio.
Vorrei infatti ringraziare ancora l’Associazione per MITO, che con la missione di portare la musica nei posti solitamente dimenticati da chi organizza concerti offre l’opportunità di creare questi momenti magici di unione tra le person

Volete condividere qualche appunto sulla scelta dei brani?

Maria Adele: non è stato facile scegliere i brani perché volevo che la mia musica potesse toccare l’anima di tutti. Mi immaginavo che tanti nel pubblico non conoscessero molto la musica classica e mi domandavo quale sarebbe stata la loro reazione, se si sarebbero annoiati. Così ho scelto di suonare i pezzi che amo di più e che mi davano emozione anche quando ero una bambina. In fondo, la grandezza di Chopin, di Bach e dei grandi compositori è di parlare direttamente all’anima, di suscitare emozioni anche in un bambino. Ho sempre pensato che non sia necessario studiare al conservatorio per commuoversi ascoltando Chopin. E infatti così è stato. Ho capito che per il pubblico dei detenuti ascoltare noi suonare era un’emozione pazzesca.

Maria Adele Zampa Recital Pianistico: 2 Donne, 4 Mani
Maria Adele Zampa

Quando ci chiedevano il bis, non mi sembrava vero. Mi dicevo, che bello che sono riuscita a fargli sentire quello che provo!

Marta Meszaros
Marta Meszaros

Marta: sia io sia Maria Adele abbiamo suonato brani molto conosciuti del repertorio classico pianistico. Quelli che ho eseguito io sono i Papillons op. 2 di Robert Schumann e i Sei piccoli pezzi per pianoforte op. 19 di Arnold Schönberg. Entrambi sono delle raccolte di piccoli pezzi che talvolta durano meno di un minuto, molto caratteristici e per questo accattivanti anche per chi forse non è abituato alla musica classica. In particolare, i Papillons op. 2 sono ispirati a un romanzo che ho introdotto brevemente per dare qualche spunto creativo all’ascolto, mentre i Sei piccoli pezzi op. 19 sono più intimi e suggestivi, che piuttosto creano atmosfere in cui immergersi brevemente.

Abbiamo poi chiuso il concerto suonando a quattro mani brani più divertenti per finire con il buon umore.

Per la vostra età siete già ricche di esperienze importanti: ce ne potete parlare?

Maria Adele Zampa Recital Pianistico: 2 Donne, 4 Mani
Maria Adele Zampa

Maria Adele: ho iniziato a suonare il pianoforte a 4 anni, come tutte le mie sorelle, e da quel momento la musica è stata una parte molto importante della mia vita e senza quasi accorgermene ho fatto tante esperienze, concerti, concorsi. Ogni volta è stata un’esperienza nuova ed emozionante. Ogni tanto qualcuno mi chiede come sono arrivata qui, ma è stato forse per un insieme di cause, a volte certe cose succedono quasi per caso. Sono molto grata al mio maestro Andrea Conenna e alla mia famiglia che mi hanno sempre sostenuto.

Marta: ho avuto la fortuna di iniziare a suonare il pianoforte già da bambina e da allora ho fatto tutto un percorso di studio e di crescita che mi ha regalato delle bellissime occasioni e sfide, come i concerti che ho suonato da solista con l’orchestra, i concorsi cui ho partecipato e i festival a cui sono stata invitata. Ognuno di questi costituisce una parte importante della mia esperienza artistica ed una sfida sempre nuova e diversa dalla quale imparo tantissimo. La musica e la performance sono infatti dei mondi così vasti che non si smette mai di imparare.

Maria Adele Zampa Recital Pianistico: 2 Donne, 4 Mani
Marta Meszaros

Avete dei modelli? Ci sono pianisti che vi ispirano e perché?

Maria Adele: tra i pianisti contemporanei, mi piace moltissimo Beatrice Rana, una grande pianista che ha un’espressività pazzesca. Mi piace tantissimo Daniil Trifonov che forse è il più grande pianista oggi, e suona Chopin, che è il mio compositore preferito, in modo straordinario. Mi piace molto anche Gustavo Dudamel come direttore d’orchestra per tutto il suo lavoro con i ragazzi di strada.
Spero che questo concerto non sia un evento isolato ma l’inizio di una collaborazione. Mi piacerebbe poter utilizzare la mia musica per portare speranza ed emozioni ancora in questo posto di grande sofferenza umana.

Marta: ho avuto diversi modelli nel corso della mia vita, ma attualmente trovo l’ispirazione un po’ dappertutto. Da musicista è importante mantenere una visione aperta del mondo, così vario e ricco, non avere paura del diverso e continuare a crescere come persona.

Benissimo: speriamo di rivedervi – e risentirvi – presto e grazie!

Video riassunto del recital

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