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ClassicAperta: Stefania Mormone e Alberto Serrapiglio del Conservatorio di Milano: si lavora
al tradizionale Concerto di Opera

Il sortilegio del pentagramma

di Vic Moniaci

È una grande gioia e soddisfazione per l’Associazione aver avuto dalla direzione del carcere la possibilità di riprendere le lezioni-prove, interrotte per il Coronavirus.

Il mondo sembra pietrificarsi all’improvviso, a causa di una molecola invisibile che viaggia senza passaporto, il famigerato Coronavirus. Il lockdown coinvolge le abitudini e lo stile di vita di una società protetta che si scopre all’improvviso vulnerabile ed esposta, tempo sospeso, fermo immagine.

Letteratura gotica, sono i capitoli di un disagio inquietante perchè interiore, ma non tutto è fermo, ci sono strutture in movimento, delegate a garantire ai cittadini la salute, la sicurezza, i generi di prima necessità, i trasporti. Qualcosa si muove. Per esempio la musica.

Ci sono musicisti che si trovano, suonano a distanza di sicurezza, a due a due, e provano. Cosa provano questi musicisti? Sotto la direzione dei maestri del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano stanno “montando” alcuni celebri brani di musica classica etnica e folk; ma a chi sono destinati gli spartiti, chi eseguirà, quando possibile, il concerto? Un ensemble di detenuti nel carcere di massima sicurezza di Opera.

Da alcuni anni, sostenuti dall’Associazione per Mito Onlus, Alberto Serrapiglio e Stefania Mormone, docenti al Conservatorio, dedicano la loro cura all’allestimento di un concerto molto particolare anzi unico, perchè i “professori” chiamati all’esecuzione davanti a un pubblico selezionato, sono appunto i detenuti.

Naturalmente i musici di Opera non sono sprovveduti, dispongono di cultura musicale e strumentale, e soprattutto rispondono con entusiasmo a questa prova, che è poi una porta socchiusa sul mondo esterno. Le prove si svolgono sotto la guida rassicurante del direttore Serrapiglio e della professoressa Mormone al pianoforte.

Questa edizione del concerto, prevista per il mese di giugno, è ovviamente sub judice, si attendono gli sviluppi della situazione sanitaria e sociale per metterla “in Opera”, ma anche quest’anno il concerto si terrà. Per una giornata sarà così possibile rinnovare un sortilegio, ovvero la trasformazione di persone trattenute, in liberi musicisti. Chi fermerà la musica? Nessuno…

Immagini di repertorio di Orchestra in Opera scattate da metamorphosi prima del Coronavirus.

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